Il Consiglio di Stato dice che la Commissione Edilizia Integrata non poteva essere soppressa dal comune: la commissione locale per il paesaggio è obbligatoria?

Il Consiglio di Stato nella sentenza n. 2013 del 2012 afferma che la Commissione Edilizia Integrata, prevista dalla legge regionale veneta n. 93 del 1994, che disciplinava la subdelga in materia di beni ambientali, non poteva essere soppressa.

Scrive il Consiglio di Stato: “Nella situazione in esame, doveva in particolare aversi riguardo per la legge della Regione Veneto 1.11.1994, n. 93 (Norme per la sub-delega delle funzioni concernenti la materia dei Beni Ambientali), che nell’art. 4 trasferiva ai Comuni, per quanto qui interessa, le funzioni relative al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche (già oggetto di delega alla Regione ex art. 82 del D.P.R. 24.7.1977, n. 616) e nell’art. 6 disponeva l’integrazione, a tal fine, della Commissione Edilizia comunale con due esperti in materia di bellezze naturali e di tutela dell’Ambiente. L’organo così costituito (C.E.I.) non poteva al pari della Commissione Edilizia (C.E., esclusivamente comunale) essere ritenuto “non indispensabile” ai sensi e per gli effetti della norma in precedenza citata (art. 96 D.Lgs. 267/2000), potendo quest’ultima riferirsi all’organo comunale previsto dall’art. 4, comma 2, del D.P.R. 6.6.2001, n. 380 (quale organo, il cui carattere facoltativo era previsto dalla stessa normativa), ma non anche al diverso organismo (C.E.I.) direttamente istituito dalla citata legge regionale n. 93/1994 e portatore di competenze già delegate dallo Stato alla Regione e che solo l’autorità delegante (o sub-delegante) avrebbe potuto sopprimere avocando a sé le relative funzioni, con atto normativo primario o sub-primario. In assenza, pertanto, di qualsiasi legittimazione del Comune ad incidere sulle competenze in questione – ed esulando pertanto la C.E.I. dal novero degli organi collegiali, di cui il Comune potesse essere legittimamente chiamato a valutare il carattere indispensabile o meno – correttamente, ad avviso del Collegio, la Soprintendenza risulta avere rilevato l’assenza del parere obbligatorio di un organo, che non poteva ritenersi soppresso“.

Oggi l’art. 45 nonies della L.R. 11/2004, come inserito dall’art. 11, comma 1, della L.R. 26 maggio 2011, n. 10, stabilisce che: “1. I comuni, gli enti parco regionali e le province possono istituire, preferibilmente in forma associata, la Commissione locale per il paesaggio, di cui all’articolo 148 del Codice, con il compito di esprimere pareri nell’ambito dei procedimenti autorizzatori, ai sensi all’articolo 146, commi 6 e 7, del Codice. Per i comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti la Commissione può essere istituita esclusivamente in forma associata“. 

Suscita perplessità il fatto che la legge regionale preveda che le commissioni locali per il paesaggio siano facoltative, visto che l’art. 148, comma, del codice 42/2004 sembrerebbe stabilire che tali commisisoni siano obbligatorie: “Le regioni promuovono  l’istituzione  e  disciplinano  il funzionamento delle commissioni  per  il  paesaggio  di  supporto  ai soggetti  ai  quali  sono  delegate  le  competenze  in  materia   di autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell’articolo  146, comma 6“.

Se si ritiene che il codice preveda l’obbligatorietà delle commissioni locali per il paesaggio, la legge regionale sarebbe molto probabilmente incostituzionale.

Dario Meneguzzo

sentenza CDS 2013 del 2012.pdf

 

Il Consiglio di Stato dice che la Commissione Edilizia Integrata non poteva essere soppressa dal comune: la commissione locale per il paesaggio è obbligatoria?ultima modifica: 2012-04-20T06:00:00+00:00da venetoius
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4 pensieri su “Il Consiglio di Stato dice che la Commissione Edilizia Integrata non poteva essere soppressa dal comune: la commissione locale per il paesaggio è obbligatoria?

  1. Va precistato che nel frattempo la legge 63/94 è stata abrogata dall’art. 49, comma 1, lett. n bis) della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 13 della legge regionale 26 maggio 2011, n. 10 . Ritengo quindi che i comuni attualmente possano istituire una commissione edilizia o ambientale o altro, ma di loro iniziativa non per preciso obbligo di legge che in realtà non sussite, in merito alla obbligatorietà della commissione per il paesaggio, ritengo che se il codice Urbani voleva le commissioni per il paesaggio obbligatorie, sarebbe stato molto più semplice dirlo chiaramente, l’imporre solo la promozione delle stesse può dar luogo anche all’equivoco di cui oggi stiamo parlando.Va anche sottolineato che la regione Veneto (in ottemperanza a quanto previsto dall’art 146 comma 6) ha anche reso obbligatorio per tutti gli enti che hanno la delega paesaggistica, (anche in forma associata) la nomina di un apposita struttura che istruisca le pratiche dal punto di vista paesaggistico, e che questa struttura sia completamente staccata dai servizi di edilizia ed urbanistica e con un diverso responsabile.Se a questo ci aggiungiamo anche una bella commissione per il paesaggio sti poveri cittadini il permesso, o meglio, l’autorizzazione paesaggistica, non lo portano più a casa.Naturalmente la colpa poi è dei Comuni che non riescono a rispettare i termini ?E po si parla di semplificazione!!!Saluto a tutti Riccardo

  2. A mio avviso, sono necessarie alcune doverose riflessioni sull’argomento, aldilà degli obblighi normativi, riflessioni che cercherò di sintetizzare nelle righe che seguono. Il comune esercita la propria funzione di tutela del paesaggio anche attraverso il rilascio delle proprie autorizzazioni paesaggistiche, nel caso in cui lo stesso comune sia stato ritenuto, dalla regione, sufficientemente strutturato per poter esercitare, adeguatamente, questa delicata e importante funzione, funzione che – come ben ricorda Riccardo nel commento che mi precede – deve essere sia dal punto organizzativo che dal punto di vista tecnico istruttorio distinta e separata dalle spesso correlate valutazioni di carattere urbanistico edilizio. Nel dover argomentare e dimostrare – alla regione – che il comune sia in grado di svolgere adeguatamente questo compito, che ricordiamo essere la verifica dell’intervento in relazione alla tutela del paesaggio e non un generico controllo sull’applicazione di una norma specifica, anche e soprattutto considerato che la soprintendenza spesso non interviene nei termini prescritti e lascia decorrere i termini del silenzio assenso, è opportuno, a mio avviso, che la struttura si doti di consulenze tecniche specifiche proprio con competenze sulla tutela paesaggistica. Diversamente la tutela del paesaggio – materia spesso così complessa e che richiede alta qualificazione professionale – si concentrerebbe sulla semplice valutazione istruttoria di un tecnico che redige la propria relazione senza un costruttivo confronto con tecnici e altre professionalità spesso indispensabili per una attenta valutazione. Nel comune in cui opero pertanto, si è optato per l’istituzione di questa commissione che costituisce un importante supporto alla struttura tecnica. La specifica regolamentazione della sua composizione, delle sue competenze e del procedimento (si veda il capo terzo artt. 13 e 14 del vigente regolamento edilizio pubblicato sul sito del comune di Spinea) oltre a tutto consente il rispetto dei termini assegnati dalla legge.

  3. Relativamente alla soppressione della commissione edilizia, di recente proposta dall’Amministrazione comunale, è stato fatto notare all’ufficio tecnico del Comune che tale iniziativa, ancorchè giustificata tramite l’art. 96 del D. Lgs. 267/2000, costituirebbe una variante urbanistica al regolamento edilizio in quanto modifica o comunque andrà a disapplicare alcune norme dello stesso. Un’altra riflessione riguarda le attribuzioni piuttosto che i compiti e ed il funzionamento ora disciplinati dal regolamento edilizio. Cosa ne pensate? E’ sufficiente l’art. 96 per la soppressione o una variante ex art. 50 L. 61/85.

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