L’ordinanza di demolizione richiede una congrua motivazione sull’interesse pubblico quando si tratta di abusi di vecchia data: i presupposti perchè si formi l’affidamento nel privato

La sentenza del TAR Veneto n. 1044 del 2012 si occupa della questione se l’ordinanza di demolizione delle opere abusive debba essere motivata.

Il caso esaminato riguarda una serie di abusi in zona agricola: la costruzione di un box in lamiera, di una legnaia e pollaio e un grande manufatto adibito a stalla posizionato in aderenza alla costruzione.  Il ricorrente sosteneva che entrambe le ordinanze impugnate sarebbero risultate carenti dal punto di vista dell’onere motivazione commisurato al prevalente interesse pubblico in ordine alla demolizione e, ciò, in presenza di un presunto affidamento del ricorrente riconducibile al fatto che le opere abusive sarebbero state realizzate in un periodo molto risalente nel tempo.

Il TAR respinge il ricorso, ricordando in primo luogo la regola generale in materia di ordinanze di demolizione: “Il motivo deve ritenersi infondato in quanto in contrasto con l’orientamento prevalente in materia che sancisce che …”l’ordine di demolizione , al pari di tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, è atto vincolato, e quindi non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti; il presupposto per l’adozione dell’ ordinanza di demolizione è costituito soltanto dalla constatata esecuzione dell’opera in difformità dal titolo abilitativo od in carenza dello stesso, con la conseguenza che, ove ricorrano tali requisiti, il provvedimento è sufficientemente motivato, essendo in re ipsa l’interesse pubblico alla sua rimozione” (da ultimo T.A.R. Napoli Campania sez. III del 04 maggio 2012)”.

Il TAR spiega poi quali sono i presupposti per applicare l’eccezione a questa regola generale, eccezione sempre elaborata dalla giurisprudenza: “Se detto orientamento sopra ricordato costituisce, oramai, un principio generale questo Collegio è, altresì, a conoscenza dell’ulteriore orientamento giurisprudenziale diretto a sancire la necessità di una “congrua”, e più articolata, motivazione in considerazione del notevole lasso di tempo trascorso tra la sanzione e l’abuso e, ciò, nelle ipotesi in cui l’inerzia dell’Amministrazione abbia ingenerato un affidamento del privato (Cons. Stato Sez. V, 29 maggio 2006, n. 3270). A parere di questo Collegio detto ultimo orientamento, al fine di essere concretamente applicabile, va necessariamente correlato a due presupposti, precisamente riconducibili all’avvenuto accertamento del fatto che gli abusi siano stati eseguiti in un periodo molto risalente e, ancora, alla constatazione circa l’effettiva inerzia dell’Amministrazione (inerzia che presuppone una conoscenza dell’abuso) che, in quanto tale, sia stata l’effettiva causa dell’affidamento ingenerato nei confronti del privato. Per quanto riguarda la data effettiva di realizzazione degli abusi di cui si tratta, deve evidenziarsi come parte ricorrente non abbia fornito una prova inequivocabile, in quanto riferita ad elementi documentali incontrovertibili, che permetta di datare con certezza i manufatti in questione. Va inoltre rilevato che l’applicazione dello stesso orientamento Giurisprudenziale sopra citato, in merito alla necessità di una “congrua motivazione” e in deroga ai principi che ritengono la motivazione “in re ipsa” , deve essere comunque considerare anche “l’entità” dell’abuso realizzato.

Nella fattispecie sottoposta a questo Collegio è del tutto evidente come siamo in presenza (e con riferimento ad entrambi i ricorsi) di interventi considerevoli (consistenti nella realizzazione di diversi manufatti) che hanno certamente avuto l’effetto di modificare sostanzialmente e radicalmente sia gli edifici che l’intera azienda su cui essi incidono, fino ad incidere (per quanto attiene la realizzazione del fienile) su aree già “conformate” in quanto incidenti su una fascia di rispetto stradale e, quindi, in aree deputata alla sicurezza del traffico“.

sentenza TAR veneto 1044 del 2012.pdf 

L’ordinanza di demolizione richiede una congrua motivazione sull’interesse pubblico quando si tratta di abusi di vecchia data: i presupposti perchè si formi l’affidamento nel privatoultima modifica: 2012-08-01T08:00:00+00:00da venetoius
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