Lottizzazione negoziale abusiva: non basta il mero frazionamento di un terreno collegato a plurime vendite e non basta richiamarsi alle indagini penali

La sentenza del Consiglio di Stato n. 4429 del 2012 si occupa di lottizzazione abusiva.

La sentenza, occupandosi di un caso risalente nel tempo, cita l’articolo 18 della legge n. 47 del 1985, che oggi è stato sostituito dall’art. 44, comma 1, lett. c) del DPR 380/2001, in relazione alla definizione di lottizzazione abusiva, contenuta nell’art. 30, comma 1, dello stesso DPR 380/2001.

Scrive il Consiglio di Stato: “secondo la condivisibile giurisprudenza formatasi in materia, il bene giuridico protetto dall’art. 18 della l. n. 47/1985, descrivente le caratteristiche della lottizzazione abusiva, non è tanto o solo la tutela dell’interesse al rispetto della pianificazione urbanistica, quanto, invece, la tutela dell’interesse all’effettività del controllo del territorio da parte del soggetto pianificatore (cioè gli organi comunali) tenuto a reprimere qualsiasi intervento lottizzatorio che non sia stato previamente assentito.

In proposito è stato precisato che è ravvisabile l’ipotesi di lottizzazione abusiva solamente quando sussistono elementi precisi ed univoci da cui possa ricavarsi oggettivamente l’intento di asservire all’edificazione un’area non urbanizzata (Consiglio di Stato, Sezione IV, 11 ottobre 2006 n. 6060 e Sezione V, 13 settembre 1991 n. 1157).

Pertanto, ai fini dell’accertamento della sussistenza del presupposto di cui all’art. 18 della l. n. 47/1985 non è sufficiente il mero riscontro del frazionamento di un terreno collegato a plurime vendite, ma sussiste anche la necessità di acquisire un sufficiente quadro indiziario dal quale sia possibile desumere in maniera non equivoca la destinazione a scopo edificatorio degli atti posti in essere dalle parti (Consiglio Stato, Sezione V, 20 ottobre 2004, n. 6810), giustificandosi l’adozione del provvedimento repressivo anche a fronte della dimostrazione della sussistenza di almeno uno degli elementi precisi e univoci sopraddetti (Consiglio Stato, Sezione V, 14 maggio 2004, n. 3136).

In particolare la cosiddetta lottizzazione negoziale, ossia il tipo di lottizzazione che il Comune ha ritenuto sussistente nel caso di specie sulla base non tanto della realizzazione di alcune opere, quanto del frazionamento contrattuale di un vasto terreno con la creazione di lotti sufficienti per la costruzione di un singolo edificio, può concretizzare in astratto già di per sé il fenomeno della lottizzazione abusiva, purché si possa desumere in modo non equivoco dalle dimensioni e dal numero dei lotti, dalla natura del terreno, dall’eventuale revisione di opere di urbanizzazione e dalla loro destinazione a scopo edificatorio (Consiglio Stato, Sezione IV, 11 settembre 2006, n. 6060)”.

Nel caso specifico, l’ordinanza comunale impugnata era stata assunta a seguito del sequestro preventivo dell’intera area da parte del Giudice per le indagini preliminari presso la Pretura circondariale di Napoli, che nella vicenda aveva ravvisato l’avvio di una lottizzazione abusiva, da parte del precedente proprietario del terreno, tramite vendite frazionate.

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso, precisando che: “Nel caso di specie è mancata qualsiasi autonoma valutazione riguardo alla sussistenza di dette circostanze da parte degli uffici comunali; infatti nel provvedimento impugnato non è contenuta alcuna considerazione circa la consistenza dei lotti e lo stato dei terreni, né riferisce alcunché circa la creazione di opere di urbanizzazione e solo la memoria difensiva dell’Amministrazione depositata nell’imminenza dell’odierna udienza di trattazione riferisce genericamente dell’attuale esistenza di strade, recinzioni dei lotti e, genericamente, edificazioni, elementi oggettivamente del tutto insufficienti, mentre non è contestato il fatto che tuttora il terreno non sia adibito a scopo edificatorio. In conclusione si deve affermare che il Comune di Napoli non ha correttamente espresso i suoi poteri conformemente a quanto prescritto dall’art. 18, comma 7, della l. n. 47/1985, così come all’epoca vigente”.

Insomma il Comune non può supportare i propri provvedimenti semplicemente richiamandosi alli indagini penali.

sentenza cds 4429 del 2012.pdf

 

Lottizzazione negoziale abusiva: non basta il mero frazionamento di un terreno collegato a plurime vendite e non basta richiamarsi alle indagini penaliultima modifica: 2012-08-07T06:00:00+00:00da venetoius
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