Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR Veneto su Cortina: in zona agricola edifica solo l’imprenditore agricolo. Riflessi anche sul piano casa?

Il Consiglio di Stato ha emanato la decisione n. 798 del 2010, con la quale conferma la sentenza del TAR Veneto n. 1353 del 2009, riguardante il comune di Cortina, circa i limiti di edificabilità nella zona agricola (in questo blog, in data 7 novembre 2009).

Il Consiglio di Stato, sulla base delle previsioni contenute nell’articolo 44, comma 5, della legge regionale n. 11 del 2004, ha affermato che: “il legislatore abbraccia una concezione estremamente rigorosa delle costruzioni in zona agricola, tanto da impedire del tutto nuovi interventi che non siano funzionali all’attività agricola, e quindi vieta espressamente, a chi non abbia i requisiti previsti, qualsiasi tipo di realizzazione che sia assimilabile al concetto di intervento edilizio“.

Questa sentenza potrebbe rilevare anche a proposito del piano casa (l.r. n. 14/2009), in quanto l’art. 9, comma 2, della legge sul piano casa prevede che gli ampliamenti possano essere realizzati esclusivamente su aree “che abbiano una destinazione compatibile con la destinazione d’uso dell’edificio da ampliare“.

A questo punto si dovrebbe concludere che solo l’imprenditore agricolo possa valersi del piano casa in zona agricola.

Pubblichiamo il testo della decisione

 

Decisione Consiglio di Stato n. 798 del 2010.pdf

Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR Veneto su Cortina: in zona agricola edifica solo l’imprenditore agricolo. Riflessi anche sul piano casa?ultima modifica: 2010-02-15T13:05:00+01:00da venetoius
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19 pensieri su “Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR Veneto su Cortina: in zona agricola edifica solo l’imprenditore agricolo. Riflessi anche sul piano casa?

  1. Ho sentito l’Architetto referente per il piano casa della Regioneveneto il quale mi ha confermato che i comuni non possono respingere tali progetti in quanto la sentenza si riferisce al Comune di Cortina. Ho poi letto la circolare n. 4 del 29 settembre 2009 la quale ha specificato che in zona agricola sulla prima casa è possibile realizzare l’ampliamento senza che ciò sia condizionato alla sussistenza di requisiti oggettivi o soggettivi. Il consiglio del funzionario è stato di presentare e di fare poi ricorso. E poi quale legge è che devono cambiare? In questo caso solo legge 11/2004, ma se il piano casa prevale su qualsiasi regolamento?

  2. E’ vero che le sentenze come quelle di Cortina in linea di massima non sono vincolanti al di fuori delle parti del processo cui si riferiscono, ma il problema giuridico da risolvere sarebbe sempre quello e alla fine deciderebbero sempre il TAR Veneto e il Consiglio di Stato, che potrebbero anche confermare quanto hanno già deciso una volta. Non me la sentirei di escludere di prendere in esame anche la possibilità che le leggi regionali fossero scritte un po’ meglio…

  3. Bisogna fare una premessa;la L.R. 4/2008 è stata emanata per superare gli ostacoli della L.R. 18/2006, che permetteva di ampliare le case d’abitazione fino a 800 mc. praticamente solo nelle zone E3 (in E1 non si poteva ampliare e in E2 si ampliava solo se si disponeva di un annesso rustico contiguo all’abitazione). La volontà della Regione è quella di ampliare le abitazioni in zona agricola a prescindere dai requisiti di imprenditore agricolo,come rimarcato nella circolare n. 2 del gennaio 2009;basta che sia una abitazione agibile. Quindi la morale è che solo per un vizio di forma la legge è stata “bocciata” dal T.A.R. e dal Consiglio di Stato,ossia quello di avere inserito la deroga dall’obbligo di essere in possesso dei requisiti di imprenditore agricolo proprio all’interno dello stesso art. 44 della L.R. 11/2004! Complimenti all’avvocatura regionale. Tobia.

  4. La regione Veneto con nota in data 25.03.2010 prot.169673 ha rilasciato una interpretazione autentica dell’art.44, comma 5, della L.R. 11/2004 con la quale ritiene di aderire all’interpretazione che consente di applicare il comma 5 anche a quanti non sono imprenditori agricoli, fermo restando che spetta a ciascun ente locale la scelta in ordine alle modalità da applicare ai casi concreti.

  5. Noale e Scorze’ ,dopo passante , nuova 515 e lottizzazione logistica della 515, elettrodotto, ecc. vorrebbero comparare i loro territorii a quello di Cortina? e poi perche’ gli agricoltori si e gli altri no?, forse che il cemento degli agricoltori e’ diverso da quello degli altri cittadini?Se la legge e’ stata concepita con il dupplice scopo di rimettere in moto l’edilizia e dare la possibilita’ a qualche genitori di pensare per i figli perche’questi ripensamenti a livello locale? Se e’ stato stabilito a livello Nazionale,recepito e interpretato dalla Regione, ai Comuni deve rimanere solo poca discrezionalita’ operativa e poi si devono eseguire le leggi anche loro.

  6. Ciao a tutti vorrei sollevare questo mio problema: ho presentato un progetto di ampliamenti della mia casa, a Bardolino Vr in zona agricola, dagli attuali mc. 600 a mc. 800 come previsto dalla legge, e di conseguenza ho chiesto l’ampliamento in riferimento al piano casa.Il tutto è stato approvato dalla commisione edilizia, e successivamente anche dai beni ambientali. Mi trovo ora a versare gli oneri al comune, e il responsabile del procedimento mi blocca dicendomi che non può piu rilasciarmi la concessione edilizia perchè nel frattempo si fa riferimento a quella sentenza del consiglio di stato e che dunque lui non si assume nessuna rsponsabilità…… cosa devo fare ora visto che mi sono già trasferito momentaneamente per inizire i lavori, ho avviato un mutuo, ho versato delle caparre alle imprese per la firma dei contratti? Qualquno mi può aiutare Grazie Nicola Boni

  7. Si è quello che ho pensato anch’io, questa volta ci scappa il morto… a parte gli scherzi, se dovessi fare un ricorso al Tar in quanto tempo avrei una risposta e su cosa effetivamente si basano per il ricorso, la sentenza del consiglio di stato oppure che qualquno ha approvato un progetto che non doveva approvare? A questo punto non sarebbe più logico inerpellare la regione e fare chiarezza su queste benedette leggi del cazzzo?!!!!Resto a disposizione di quanti mi possano dare un’aiuto.GrazieNicola

  8. Butto lì una mia riflessione!Se Tizio esprime un concetto, magari poco chiaro, non è più logico, prima di sostenere “processi” e contro-processi” per decidere come interpretare le sue parole, chiedere a lui cosa volesse dire?! La regione, che ha fatto la legge, non ha dichiarato che l’intenzione era di concedere l’ampliamento anche ai non imprenditori agricoli? Mah! E poi, meglio un giardino di un non imprenditore che un edificio mezzo abbandonato perché troppo grande per una famiglia ma troppo piccolo per due!Alessandro

  9. Finalmente con la DGRV n.10 del 20.07.2010 la Regione ha approvato il D.L. con l’interpretazione autentica all’art.44, comma 5 della L.R. 11/2004. Rimaniamo in attesa della prosecuzione dell’iter con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale.

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