Piano con gli interventi

“… case e campi. Per quanto ne sapeva Carlo, infatti, non esisteva nulla di più sacro in quelle valli, per qualunque essere umano: non la mamma, non la moglie, non i figli, non le mucche o le pecore, che lì, fra l’altro, nessuno allevava più. Lì si viveva e si moriva per la casa e per i campi, oppure, quale variante del Veneto moderno, per i propri capannoni artigianali. Tanti capannoni, ovunque capannoni: anche dentro quella stretta valle. Sbancando qualche collina, cementando il greto sassoso del torrente, distruggendo un po’ qua e un po’ là, la gente del posto era riuscita a realizzare dei capannoni  persino lì, incastrandoli in mezzo ai monti, sulle rive del Leogra. Carlo li aveva visti durante i suoi giri fra notaio, banca e cimitero. Con tutta probabilità, lo scempio  era stato addirittura finanziato dai fondi europei per “la rinascita della montagna”. La cementificazione delle valli era un classico sistema di rinascita: infatti, per far rinascere la montagna prima devi essere sicuro che sia definitivamente morta; e gli amministratori dei comuni ce l’avevano messa tutta per raggiungere l’obbiettivo”.

Offro il brano, tratto dal romanzo di Umberto Matino “La valle dell’orco”, ambientato sui monti dell’alto vicentino, dalle parti di Schio, alla meditazione dei sindaci che predisporranno il proprio piano degli interventi.

Dario Meneguzzo – abitante precario di questi monti 

Piano con gli interventiultima modifica: 2010-04-13T14:47:29+02:00da venetoius
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