Ingiunzione di demolizione e individuazione delle aree da acquisire in caso di inottemperanza

La sentenza del TAR Lombardia n. 175 del 2010 esamina la questione se la individuazione delle aree da acquisire gratuitamente al patrimonio del comune, ai sensi dell’art. 31, comma 3, del DPR n. 380/2001 debba essere contenuta in modo preciso nell’ingiunzione di demolizione, arrivando alla conclusione che non è indispensabile.

La sentenza appare condivisibile nella parte in cui rinvia la precisa determinazione delle aree da acquisire al subprocedimento riguardante l’accertamento dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione. Essa appare un po’ meno convicente nella parte in cui afferma che gli errori (anche palesi) circa l’estensione del’area da acquisire non rendono illegittima l’ordinanza di demolizione. Per la verità, per il cittadino è meglio così, nel senso che, seguendo questa logica, qualsiasi cosa sia scritta nell’ingiunzione di demolizione, questi potrà mettere in discussione l’acquisizione delle aree conseguenti alla inottemperanza, anche se non abbia impugnato a suo tempo l’ingiunzione di demolizione sbagliata.

E’ evidente, però, che se il comune scrive nell’ingiunzione  cose strampalate circa l’estensione delle aree da acquisire, il cittadino si vedrà in qualche modo costretto a impugnare l’ingiunzione per precauzione. Se il TAR riterrà infondata l’impugnazione su questo punto (proprio per il rinvio alla fase di accertamento della inottemperanza), il cittadino non otterrà la condanna del comune al pagamento delle spese processuali. E questo appare ingiusto, visto che ben avrebbe potuto il comune evitare di scrivere cose strampalate nell’ingiunzione, limitandosi a rinviare alla eventuale fase di accertamento dell’inottemperanza la precisa individuazione delle aree da acquisire. Insomma non va incoraggiata la propensione di alcuni uffici (pochi, per fortuna) di emanare atti trasandati. 

Scrive il TAR che: “Con il terzo motivo è lamentata la presunta inosservanza del comma 2 dell’art. 31 del DPR 380/2001, che impone al Comune di indicare, nell’ingiunzione di demolizione, l’area che sarebbe acquisita di diritto al patrimonio comunale, in caso di inottemperanza dell’ordine di demolizione.

In realtà, l’ingiunzione impugnata (v.si doc. 1 del Comune), contiene l’espressa indicazione che, in difetto della demolizione, <<si procederà all’applicazione delle sanzioni previste (…) che prevedono l’acquisizione di diritto gratuita al patrimonio del Comune del bene, dell’area di sedime e di una porzione dell’area su cui è stato realizzato, determinata in conformità al disposto dell’art. 31 – comma 3 del D.P.R. n. 380/01>> (così testualmente a pag. 2 dell’ingiunzione).

L’esponente non può quindi dolersi della violazione del comma 2 dell’art. 31, visto che l’atto ivi impugnato reca l’esplicita indicazione delle conseguenze della mancata demolizione.

Quanto all’individuazione dell’area da acquisirsi gratuitamente, il ricorrente contesta la misura indicata nell’ingiunzione di demolizione, pari a 910 metri quadrati.

In realtà, la misura dell’area da acquisire, contenuta nell’ordine di demolizione, deve reputarsi meramente indicativa, in quanto la corretta determinazione potrà avvenire soltanto dopo il rituale accertamento, da parte del Comune, dell’inottemperanza all’ingiunzione; allorché sarà avviato, nell’ambito del procedimento sanzionatorio di cui all’art. 31 del Testo Unico, un sub-procedimento specificamente finalizzato alla precisa individuazione delle aree da acquisirsi gratuitamente ai sensi del comma 3.

L’indicazione, nel provvedimento di demolizione delle aree che saranno acquisite, ai sensi del comma 2 dell’art. 31, equivale ad una sorta di avvio del procedimento finalizzato all’acquisizione gratuita delle aree (cfr. sul punto TAR Veneto, sez. II, 10.6.2009, n. 1725), per cui l’eventuale riferimento erroneo alle aree da acquisire, contenuto nell’ordine di demolizione, appare irrilevante ai fini della legittimità di quest’ultimo (TAR Lombardia, Milano, sez. II, 20.2.2008, n. 377).

Il terzo motivo va quindi respinto.

Nel quarto motivo, assai simile al terzo, viene contestata nuovamente la misura pari a 910 mq dell’area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale, contenuta nell’ingiunzione a demolire, in quanto l’Amministrazione non avrebbe tenuto conto che parte della superficie indicata come abusiva, sarebbe in realtà occupata da un’opera avente valido titolo edilizio.

Anche il quarto motivo è però infondato, alla luce delle argomentazioni esposte nella trattazione del terzo motivo: la misura dell’area indicata nell’ordine di demolizione, anche se errata, dà luogo ad una mera irregolarità, visto che l’esatta determinazione dovrà effettuarsi dopo l’accertamento dell’inottemperanza alla demolizione effettuato dal Comune“.

avv. Dario Meneguzzo

Tar Lombardia Milano n. 175 del 2010.pdf 

Ingiunzione di demolizione e individuazione delle aree da acquisire in caso di inottemperanzaultima modifica: 2010-07-06T09:11:00+02:00da venetoius
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