L’illegittimità di un bando di gara richiedente requisiti di partecipazione irragionevoli

Segnaliamo la sentenza del TAR di Milano n. 7404 del 2010, che annulla un bando di gara per irragionevolezza dei requisti richiesti per la partecipazione.

Scrive il TAR: “2.1. Con un unico articolato motivo l’istante deduce, nel ricorso introduttivo, violazione di legge e dei principi generali in materia di concorrenza nelle gare pubbliche, eccesso di potere per travisamento dei presupposti e per inutile aggravamento del procedimento.

In sintesi essa si duole che la clausola della lex specialis per cui è causa sarebbe eccessivamente ed inutilmente restrittiva della concorrenza; in proposito fa presente che la stazione appaltante sarebbe sufficientemente garantita, in punto di capacità tecnica delle concorrenti, anche dalla dimostrazione di fatturato di impresa di pari importo annuo, nell’ultimo triennio, realizzato nello svolgimento di servizi nei settori della mobilità collettiva, anziché in quello specifico del trasporto scolastico.

D’altra parte osserva che la fattispecie concreta non sembra rientrare nelle ipotesi per le quali la giurisprudenza amministrativa è orientata ad ammettere la legittimità di requisiti di partecipazione più stringenti in quanto trattasi di un campo in cui la legislazione di settore tende, al contrario, ad incentivare il superamento degli assetti monopolistici (cfr. art. 43 della L.r. 14 luglio 2009, n. 11).

Le osservazioni della ricorrente colgono nel segno.

Il richiamato art. 43 del testo unico delle leggi regionali in materia di trasporti, stabilisce che, allo scopo di incentivare il superamento degli assetti monopolistici e di introdurre regole di concorrenzialità nella gestione, per l’affidamento dei servizi di trasporto, la Regione, le province ed i comuni fanno ricorso alle procedure concorsuali in conformità alla normativa comunitaria e nazionale sugli appalti pubblici di servizi.

E’, dunque, la legge regionale a prevedere l’applicazione delle norme nazionali e comunitarie sugli appalti pubblici di servizi – tra i cui principi va richiamato quello della massima partecipazione – e ad indicare, quale parametro di riferimento, la pregressa esperienza nel settore della mobilità collettiva senza distinguere tra servizi specifici, quale può essere quello scolastico.

In applicazione di tale principio, come interpretato dalla giurisprudenza, è pur vero che la stazione appaltante ha il potere discrezionale di fissare i requisiti di partecipazione ad una gara, ma tale potere va esercitato secondo criteri di ragionevolezza, parità di trattamento ed efficienza della azione amministrativa, nonché dei principi, di derivazione comunitaria, di concorrenza ed apertura del mercato degli appalti pubblici (T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 27 agosto 2006, n. 1877).

Ne deriva che possono essere previsti requisiti di partecipazione ristretti e selettivi solo quando tali criteri rispondano ad esigenze oggettive dell’Amministrazione e non appaiano sproporzionati, specie avuto riguardo all’oggetto dell’appalto e all’esigenza di non ridurre, oltre lo stretto indispensabile, la platea dei potenziali concorrenti e di non precostituire situazioni di privilegio (T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. I, 18 giugno 2007, n. 5269; cfr., più di recente: Cons. Stato, sez. V, 4 agosto 2010, n. 5201).

Nel caso di specie, oltre alla chiara indicazione della legge regionale che, come detto, fa riferimento soltanto al settore della mobilità collettiva, l’introduzione nel bando di gara di requisiti di partecipazione che, di fatto, precludono l’accesso alla gara ai coloro che non abbiano una specifica esperienza nel settore del trasporto scolastico, non appare conforme né al criterio di ragionevolezza né ai principi, di derivazione comunitaria, di concorrenza e massima partecipazione.

Sebbene il trasporto scolastico abbia caratteristiche in parte diverse da quello per la collettività in generale, a tali caratteristiche può attribuirsi giusta rilevanza in sede di valutazione dell’offerta, ad esempio prevedendo criteri diversificati di attribuzione dei punteggi, trattandosi di appalti da aggiudicare con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma non è ragionevole elevare l’esperienza pregressa nello specifico settore a requisito di accesso alla gara.

Il bando e il disciplinare di gara impugnati sono, pertanto, illegittimi e vanno annullati“.

Tar Milano sentenza n. 7404 del 2010.pdf

L’illegittimità di un bando di gara richiedente requisiti di partecipazione irragionevoliultima modifica: 2010-12-02T06:00:00+01:00da venetoius
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