Il TAR Veneto precisa che per ampliare col piano casa è imprescindibile la compatibilità urbanistica

L’art. 9, comma 2, della l.r. n. 14 del 2009 (piano casa) stabilisce che gli ampliamenti di cui all’art. 2 del medesimo testo legislativo “sono consentiti esclusivamente su aree che abbiano una destinazione compatibile con la destinazione dell’edificio da ampliare”.

Il TAR del Veneto, nella sentenza n.  186 del 2011, esamina un caso di diniego di ampliamento di un immobile a destinazione commerciale in forza del piano casa, per violazione appunto del suddetto art. 9, comma 2, mancando la compatibilità urbanistica. Nel caso specifico, l’art. 4.1.03 delle N.T.A. del P.R.G. stabilisce che nella Z.T.O. B2 – prevalentemente residenziale – è ammessa la destinazione a “magazzini, depositi, attività commerciali all’ingrosso c14) in quanto in essere e presenti alla data di approvazione del P.R.G. precedente, limitatamente alla dimensione attuale”.

Rileva il TAR che la suddetta previsione risponde alla ratio di assicurare lo sviluppo residenziale della zona, precludendo l’insediamento di nuove strutture o l’ampliamento di quelle esistenti destinate allo svolgimento di attività non coerenti con la destinazione residenziale, pur riconoscendo espressamente l’ammissibilità di quelle strutture già in essere, limitatamente alla dimensione attuale.

Nel merito, il TAR afferma che “La previsione dell’art. 9, comma 2, della l.r. n. 14 del 2009, ai sensi della quale gli ampliamenti di cui all’art. 2 del medesimo testo legislativo “sono consentiti esclusivamente su aree che abbiano una destinazione compatibile con la destinazione dell’edificio da ampliare” si interpreta con riferimento alla locuzione “in ogni caso” che figura nel secondo comma dell’art. 9.

Tale locuzione sta proprio a denotare che in tutte le ipotesi di ampliamento, per il solo fatto dell’estensione volumetrica dell’immobile ed a prescindere da ogni ulteriore considerazione, è imprescindibile la compatibilità urbanistica.

Con tale limitazione, peraltro, il legislatore regionale ha inteso evidentemente evitare – in un’ottica di contemperamento delle esigenze sopra evidenziate con quelle di tutela e salvaguardia dell’assetto del territorio – che il regime straordinario introdotto possa incidere sulle scelte pianificatorie operate, andando ben oltre la finalità, esplicitata nell’art. 1 della l.r. n. 14 del 2009, del “miglioramento della qualità abitativa per preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente nonché per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e delle fonti di energia rinnovabili”.

sentenza tar Veneto 186 del 2011.pdf

Il TAR Veneto precisa che per ampliare col piano casa è imprescindibile la compatibilità urbanisticaultima modifica: 2011-02-03T06:00:00+01:00da venetoius
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