Dice il TAR che il costo di costruzione per il rilascio del P.D.C. non può essere inferiore al 5%: bisogna recuperarlo sui permessi sbagliati già rilasciati?

Segnaliamo le sentenze le n. 181 e 189 del 1/2/2011, TAR Ve, II sez.

In sintesi, il Comune di Campodarsego – muovendosi in modo isolato nel Veneto – ha ritenuto che l’art. 16 co. 9 del T.U.ed. (che introduce un minimo del 5% per la quota costo di costruzione per il p.d.c.) dovesse trovare immediata applicazione anche nel Veneto, indipendentemente dalla pregressa disciplina regionale (che non prevede un tale minimo: cfr. art. 83 L.R. 61/1985).
Ha così proceduto – a qualche tempo di distanza dal 2003, data di entrata in vigore del T.U.Ed. – a chiedere un conguaglio su tutti i p.d.c. rilasciati, dopo aver avviato all’uopo un procedimento nei confronti degli interessati; di qui i due contenziosi ora decisi.
 
Il TAR Veneto – intervendo per primo sul tema, perché non mi constano altri precedenti a livello nazionale (a parte un precedente in foma semplificata sempre del TAR Ve, che dava torto a Campodarsego sulla stessa questione ma per il mancato avvio del procedimento) – conclude ora che:
a) l’art. 16 co. 9 T.U.Ed. – nel fissare il 5% quale minimo – deve essere considerato direttamente applicabile
“La Tale interpretazione, peraltro, risponde all’esigenza di assicurare un’uniformità nelal determinazione del costo di costruzione su tutto il territorio nazionale, a prescindere dall’esercizio del potere normativo riconosciuto alle singole Regioni. La suddetta disposizione, dunque, non reca alcuna disciplina transitoria, dovendo trovare immediata applicazione. 
La disposizione in esame, più specificamente, distingue i meccanismi di determinazione del costo di costruzione dalle modalità di adeguamento automatico di detto costo; solo in relazione a queste ultime, infatti, si prevede un’applicazione degli indici ISTAT “nei periodi intercorrenti tra le determinazioni regionali, ovvero in eventuale assenza di tali determinazioni”. Da ciò si trae, dunque, ulteriore conferma dell’immediata applicabilità della richiamata disposizione nella parte riferita alla percentuale del 5%, ai fini della determinazione del costo di costruzione in sé considerato”. (sent. 181)

b) non c’è nessun limite a rettificare gli importi spettanti ai Comuni.

    b.1.) non serve una particolare motivazione in ordine all’affidamento

l’esercizio del potere di autotutela in questione non richiede alcuna particolare e specifica motivazione in ordine alla valutazione dell’interesse pubblico alla correzione dell’attività amministrativa, in quanto non si versa nel campo di un’attività volta alla rimozione di un provvedimento illegittimo (tal non essendo la originaria ed erronea determinazione della prestazione contributiva) rispetto alla quale attività il principio si è affermato per garantire la migliore valutazione amministrativa di secondo grado. Nel caso di specie l’interesse pubblico alla integrale soddisfazione del credito erariale è in re ipsa”. (sempre sent. 181)

    b.2.) e comunque nel caso specifico  – posto che i p.d.c. rilasciati richiamavano l’art. 16 T.U.Ed. – si trattava di un mero errore di quantificazione

l’Amministrazione può procedere alla rideterminazione del quantum del costo di costo di costruzione in tutte le ipotesi in cui sia incorsa in un errore nella sua quantificazione. Peraltro, nel caso di specie, non vi è dubbio che l’errore commesso dall’Amministrazione debba essere qualificato in termini di mero errore di calcolo, come confermato dall’espresso richiamo nel titolo edilizio all’art. 16 del d.P.R. n. 380/2001, quale norma presupposta per la determinazione del costo di costruzione“. (sent. 181)

    b.3)  l’unico limite è la prescrizione (che credo sia decennale dal rilascio del pdc).

Insomma, dato che la gran parte dei Comuni del Veneto mi risulta abbiano continuato ad applicare – a tutt’oggi, e comunque ben dopo il 2003 – un costo di costruzione inferiore al 5% (e ciò in applicazione dell’art. 83 L.R. 61/85, che indica una misura non superiore al 10% ma non un limite inferiore, e rinvia ad apposite tabelle adottatte dal Consiglio regionale, che indicano percentuali inferiorei al 5%), credo che – dopo queste sentenze – dovranno attivarsi su tutti i p.d.c.già rilasciati dal 2003.

Se così non facessero, o altri profili impedissero il recupero di quelle somme, potrebbero porsi problemi di responsabilità erariale.

sentenza tar Veneto n. 189 del 2011.pdf

sentenza tar veneto n. 181 del 2011.pdf

Dice il TAR che il costo di costruzione per il rilascio del P.D.C. non può essere inferiore al 5%: bisogna recuperarlo sui permessi sbagliati già rilasciati?ultima modifica: 2011-02-08T06:03:00+01:00da venetoius
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