La P.A. commissariata non ha il potere di annullare in autotutela un provvedimento del commissario ad acta nominato dal giudice

La sentenza del TAR Veneto n. 188/2011 affronta l’interessante questione dei poteri che residuano in capo alla p.a. dopo  l’emanazione di un provvedimento dal parte del commissario ad acta.

L’emanazione del provvedimento, da parte del commissario ad acta, trae origine dal silenzio serbato dalla p.a. a seguito di un’istanza del cittadino. Decorsi i termini di legge attribuiti alla p.a. per provvedere, il cittadino può impugnare il silenzio serbato dalla p.a. e chiedere che il giudice si pronunci sull’obbligo di provvedere da parte della p.a  con contestuale assegnazione alla p.a. di un termine perentorio per farlo.

Può chiedere altresì che il giudice nomini un commissario ad acta per l’ipotesi in cui la p.a. non provveda nel termine assegnatole.  In tal caso il commissario ad acta emana il provvedimento al posto della p.a. silente.

Quali poteri residuano alla p.a. dopo l’emanazione del provvedimento da parte del commissario ad acta?

 Secondo la sentenza in commento, la p.a. può impugnare il provvedimento emanato dal commissario ad acta avanti al tar oppure proporre incidente di esecuzione in corso di causa ex art. 117 c.p.a. , 4 comma, ma non può, assolutamente, annullare l’atto in via di autotutela.

Ciò è sostenuto sulla base di due ragioni, valevoli anche per il periodo precedente all’entrata in vigore del c.p.a..

In primo luogo, la p.a. può annullare, ex art. 21 nonies, solo gli atti dalla stessa emanati o quelli per i quali è espressamente autorizzata a farlo in base ad una norma di legge. E nel caso di atto emanato dal commissario ad acta non ricorre nessuna delle due ipotesi.

In secondo luogo, soccorre il principio di pienezza ed effettività della tutela giurisdizionale. Consentendo alla p.a. di annullare un atto, emanato dal commissario ad acta dopo mesi di silenzio della medesima amministrazione, si consentirebbe a quest’ultima di svuotare di ogni contenuto la tutela apprestata in sede giurisdizionale al cittadino.

Ciò è vero a prescindere dalla natura giuridica del commissario ad acta, sia cioè esso un organo straordinario ausiliario del giudice, un organo straordinario della p.a., o un organo misto.

Un’ultima considerazione  rilevante, ricavabile dalla sentenza 188/2011, riguarda il fatto che il commissario ad acta non è controinteressato all’impugnazione da parte del cittadino avverso l’annullamento d’ufficio in autotutela della p.a. dell’atto del commissario, in quanto quest’ultimo si trova nella stessa posizione giuridica del ricorrente, essendo, infatti, interessato alla conservazione del proprio atto.

Avv. Raffaella Marzocca, Giudice Onorario del Tribunale di Venezia, Seconda Sezione Civile

sentenza tar Veneto n. 188 del 2011.pdf

La P.A. commissariata non ha il potere di annullare in autotutela un provvedimento del commissario ad acta nominato dal giudiceultima modifica: 2011-02-09T06:00:00+01:00da venetoius
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