I geometri non possono mai occuparsi di costruzioni in cemento armato (neanche se supportati da un ingegnere). Se lo fanno, il contratto è nullo e non hanno diritto di essere pagati

La sentenza della Corte di Cassazione n. 6402 del 2011 si occupa dei limiti della competenza professionale dei geometri e delle (gravi) conseguenze della violazione di tali limiti.

Dice la Corte di Cassazione che, ai sensi dell’art. 16, lett. m) del R.D. 11.02.1929, n. 274 ai geometri non può mai essere affidata la progettazione e la direzione dei lavori di costruzioni comportanti l’impiego del cemento armato.

Aggiunge la Suprema Corte che, a norma dell’art. 2231, comma 1, del codice civile, poichè l’esercizio di una attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita dal geometra fuori dai limiti della sua competenza rende assolutamente nullo il contratto tra il cliente e il geometra, il quale non ha alcuna azione per il pagamento della retribuzione, neanche ai sensi dell’art. 2041 del codice (arricchimento senza causa).

Precisa la Corte anche che per rendere legittimo il progetto redatto da un geometra non è sufficiente che esso sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli del cemento armato e diriga le relative opere.

sentenza cassazione 6402 del 2011.pdf

I geometri non possono mai occuparsi di costruzioni in cemento armato (neanche se supportati da un ingegnere). Se lo fanno, il contratto è nullo e non hanno diritto di essere pagatiultima modifica: 2011-03-28T06:00:00+02:00da venetoius
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