Con il codice del processo amministrativo il giudice non può più valutare nel merito l’opportunità e la convenienza delle ordinanze contingibili e urgenti

Segnaliamo la sentenza n. 264 del 2011 della sezione di Pescara  del Tar Abruzzo, che spiega in quali limiti il giudice amministrativo può sindacare le ordinanze contingibili e urgenti previste dall’art. 50 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. Prima dell’entrata in vigore del codice del processo amministrativo, la legge allora vigente inseriva tali ordinanze nell’elenco delle materie sulle quali spettava al giudice amministrativo una giurisdizione estesa al merito. L’attuale articolo 134 del codice, invece, non inserisce più tali atti nell’elenco di quelli per i quali la giurisdizione è estesa al merito.

In altre parole, il giudice amministrativo poteva sindacare non solo la legittimità delle ordinanze, ma anche i profili relativi alla sufficienza ed alla attendibilità delle disposte istruttorie ed alla convenienza, opportunità ed equità delle determinazioni adottate. La giurisdizione di merito sull’azione amministrativa, infatti, valuta anche le scelte di opportunità e convenienza: si tartta, insomma, di una giurisdizione piena sulla discrezionalità.

Quando non è prevista, invece, la giurisdizione di merito, ma solo quella di legittimità, il giudice può sindacare la discrezionalità solo in via mediata,nel senso che il suo sindacato è limitato ai soli profili della logicità e coerenza della motivazione, anche in relazione alla veridicità dei presupposti di fatto considerati.

sentenza tar Pescara n. 264 del 2011.pdf

Con il codice del processo amministrativo il giudice non può più valutare nel merito l’opportunità e la convenienza delle ordinanze contingibili e urgentiultima modifica: 2011-04-27T08:23:00+02:00da venetoius
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