Il completamento funzionale ai fini del condono del cambio d’uso

La questione è trattata dalla sentenza del TAR Veneto n. 1490 del 2011.

Scrive il TAR: “2. Il Comune di Sedico respingeva l’istanza di condono, presentata ai sensi della legge n. 724/1994, relativa ad un manufatto in legno ad uso residenziale su un unico piano in quanto, in base ai rapporti della Polizia Municipale del 17.3.1995 e del 28.3.1995, le opere rilevate in sede di sopralluogo erano finalizzate alla trasformazione del corpo esistente in abitazione, poiché nelle attuali condizioni il fabbricato non aveva le caratteristiche idonee alla destinazione residenziale. Inoltre, in base agli ulteriori accertamenti effettuati dall’Amministrazione procedente, emergeva che le opere di tamponamento del fabbricato abusivo erano state eseguite nel mese di dicembre 1994, a differenza di quanto indicato dal ricorrente nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

3. Con le tre censure, che possono essere trattate congiuntamente in ragione della loro connessione, parte ricorrente lamenta l’illegittimità del provvedimento impugnato giacché alla data del 31.12.1993 il manufatto abusivo doveva ritenersi ultimato secondo quanto stabilito dall’art. 31 della legge n. 47/1985, essendo stati completati il rustico e la copertura e risultando, dunque, irrilevante sia la mancanza di impianti e di rifiniture che l’esecuzione delle opere di tamponamento, avvenuta nel successivo mese di dicembre 1994.

3.1. L’art. 31, comma 2, della legge n. 47/85 – richiamato dall’art. 39 della legge n. 724/94 – stabilisce che, ai fini dell’applicazione delle regole sul condono , «si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse siano state completate funzionalmente».

3.2. Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, dal quale il Collegio non ravvisa ragioni per discostarsi, in tema di ultimazione delle opere condonabili, la norma citata introduce – in alternativa al criterio dell’esecuzione al rustico e completamento della copertura dell’edificio – il parametro del completamento funzionale dell’opera: per gli edifici residenziali è condonabile la struttura in cui le opere, pur se non perfette nelle finiture, possano dirsi individuabili nei loro elementi strutturali con le caratteristiche necessarie e sufficienti ad assolvere alla funzione cui sono destinate (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. III – 10.12.2010 n. 7497).

3.3. Il criterio del “completamento funzionale” anticipa la data di ultimazione delle opere ai fini dell’ammissione al condono, per cui un intervento non ancora completato può tuttavia essere giudicato sanabile dal punto di vista funzionale se la costruzione è idonea alle funzioni cui l’opera è destinata (cfr. Consiglio di Stato, sez. V – 21.6.2007 n. 3315).

3.4. Posto che l’accertamento del requisito del “completamento funzionale” impone il riscontro di un duplice requisito, soggettivo – ossia la destinazione risultante espressamente o tacitamente nella domanda di sanatoria – ed oggettivo, consistente nella possibile destinazione d’uso di quanto già realizzato (cfr. T.A.R. Puglia Lecce, sez. III – 9.9.2005 n. 4217), la mancanza delle tamponature, degli impianti e delle rifiniture – come accertate nel corso di ben due sopralluoghi eseguiti nel mese di marzo 1995 – fanno escludere che il manufatto abusivo avesse alla data prescritta dall’art. 39 della legge n. 724/1994 le caratteristiche idonee ad assolvere alla destinazione residenziale.

3.5. Ciò che, infatti, rileva nel caso di specie è che il quid novi – pur se carente nelle finiture – sia individuabile nei suoi elementi strutturali (come l’ubicazione e la distribuzione del volume) e presenti connotati sufficienti ad assolvere la funzione cui è destinato.

4. Il Collegio rileva, infine, che per ottenere la sanatoria prevista dall’art. 39 della legge n. 724/ 1994 spetta al richiedente fornire adeguata documentazione volta a comprovare, anche in via indiretta, l’intervenuto completamento funzionale -inteso come realizzazione dell’opera abusiva avente caratteristiche tecniche compatibili con la destinazione per la quale è chiesto il condono – entro la data del 31 dicembre 1993, gravando sulla P.A. soltanto l’obbligo di controllare l’attendibilità di quanto dichiarato (cfr. T.A.R. Valle d’Aosta, 15 febbraio 2002, n. 35).

4.1. Orbene, alla luce del provvedimento impugnato, non solo il Comune resistente ha dimostrato di avere condotto una sufficiente e articolata istruttoria, ma il ricorrente non risulta avere fornito la dimostrazione dell’intervenuto completamento funzionale del manufatto oggetto dell’istanza alla data del 31.12.1193“.

sentenza tar Veneto 1490 del 2011.pdf

 

Il completamento funzionale ai fini del condono del cambio d’usoultima modifica: 2011-10-17T06:00:00+02:00da venetoius
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