Il valore di mercato di un’area agricola espropriata può variare a seconda delle potenzialità concrete del bene

Con la sentenza n. 181 del 2011 della Corte Costituzionale è stata dichiarata l’illegittimità  dell’art. 5 bis, comma 4 D.L. 11 luglio 1992 n. 333, convertito con modificazioni, in L. 8 agosto 1992, n. 359, in combinato disposto con gli art. 15 comma 1, secondo periodo, e 16, commi 5 e 6, della L. 22 ottobre 1971 , n. 865 (come sostituiti dall’art. 14 della L. 28 gennaio 1977, n. 10, nonché, in via consequenziale, l’art. 40, commi 2 e 3 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, per contrasto con gli art. 42, 3° comma e 117 della Costituzione, con ciò facendo venir meno i criteri riduttivi dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità. Infatti, i succitati articoli prevedevano, nel caso di esproprio di un’area non edificabile non coltivata, l’indennità di esproprio in base al criterio del valore agricolo medio corrispondente al tipo di cultura prevalente nella zona o in atto nell’area da espropriare. La Corte Costituzionale ha pertanto fatto venir meno i succitati criteri riduttivi di determinazione dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità dichiarando costituzionalmente necessario che la determinazione dell’indennità di stima avvenga avendo riguardo al valore di mercato del bene (e in base alle caratteristiche essenziali del bene ablato).

Ora la sentenza della Corte di Cassazione – Sezione 1^ Civile – n. 19936 del 29 settembre 2011  consente al  proprietario interessato da un’espropriazione rituale di un’area agricola di dimostrare – sempre all’interno della categoria suoli/inedificabili, anche attraverso rigorose indagini tecniche e specializzate, che il valore agricolo, da determinarsi in base ad una documentata valutazione di mercato,  sia mutato e/o aumentato in conseguenza di una diversa destinazione  del bene egualmente compatibile con la sua ormai accertata non edificatorietà.

In base alla succitata sentenza della Cassazione si hanno, pertanto, terreni edificabili che hanno un valore di mercato, terreni agricoli puri che seguono la logica di mercato e terreni agricoli “spuri” , che in base alla normativa urbanistica possono essere destinati a: parcheggi, depositi, attività sportive e ricreative, chioschi per la vendita di prodotti ecc., in cui il valore di mercato è intermedio tra quello dei terreni agricoli puri e di quelli edificabili puri.

                                                                                             Avv.to Gianmartino Fontana

Sent.Cass.1^civ. 29.09.11 n. 19936 sentenza esteso.doc

Il valore di mercato di un’area agricola espropriata può variare a seconda delle potenzialità concrete del beneultima modifica: 2011-10-20T06:00:00+02:00da venetoius
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