La Corte di Giustizia sulla responsabilità dello Stato per i danni causati dai tribunali

 La Corte di Giustizia dell’Unione Europea è tornata ad occuparsi del diritto al risarcimento che spetta ai cittadini per i danni cagionati dai giudici nell’esercizio delle funzioni giudiziarie, con la sentenza del 24.11.2011, pronunciata nella causa C-379/2010, avente come parti la Commissione europea contro la Repubblica italiana.

 Ma andiamo con ordine.

 La giurisprudenza comunitaria aveva già dato indicazioni agli Stati Membri (quindi anche all’Italia) su tale questione con la sentenza del 30.09.2003, pronunciata nella causa C-224/01, tra le parti Gerhard Köbler contro la Repubblica d’Austria.

 Qui un cittadino austriaco aveva chiesto la condanna dello Stato Austriaco perché un suo giudice aveva violato il diritto comunitario, non riconoscendo al professore universitario Köbler un’indennità di anzianità di servizio dovutagli in base alla sommatoria dei periodi di insegnament,o che aveva prestato nei vari Stati membri. La Corte aveva stabilito che: “Il principio secondo cui gli Stati membri sono obbligati a riparare i danni causati ai singoli dalle violazioni del diritto comunitario che sono loro imputabili si applica anche allorché la violazione di cui trattasi  deriva da una decisione di un organo giurisdizionale di ultimo grado, sempreché: 1. la norma di diritto comunitario violata sia preordinata a conferire diritti ai singoli; 2. la violazione sia sufficientemente caratterizzata; 3. sussista un nesso causale diretto tra la violazione dell’obbligo incombente allo Stato e il danno subito dai soggetti lesi”.

 In un’altra decisione della Corte di Giustizia Europea – emessa il 13.06.2006 nella causa C-173/03 tra la Traghetti del Mediterraneo Spa, in liquidazione, contro la Repubblica italiana – si precisava che “il diritto comunitario osta ad una legislazione nazionale che escluda, in maniera generale, la responsabilità dello Stato membro per i danni arrecati ai singoli, a seguito di una violazione del diritto comunitario imputabile a un organo giurisdizionale di ultimo grado, per il motivo che la violazione controversa risulta da un’interpretazione delle norme giuridiche o da una valutazione dei fatti e delle prove operate da tale organo giurisdizionale.

 Il diritto comunitario osta altresì ad una legislazione nazionale che limiti la sussistenza di tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice, ove una tale limitazione conducesse ad escludere la sussistenza della responsabilità dello Stato membro interessato in altri casi in cui sia stata commessa una violazione manifesta del diritto vigente…”.

 Da ultimo, come già annunciato all’inizio la C.G.U.E., con la sentenza del 24.11.2011, ha statuito, senza alcun dubbio, che la la Legge 13.04.1988, n. 117 intitolata “Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” è incompatibile con il diritto UE dove pone dei limiti oggettivi e soggettivi alle azioni di responsabilità nei confronti dello Stato per i danni provocati ai singoli da organi giurisdizionali di ultimo grado che non applicano correttamente il diritto dell’Unione europea.

 Infatti: “la Repubblica italiana, escludendo qualsiasi responsabilità dello Stato italiano per i danni arrecarti ai singoli a seguito di una violazione del diritto dell’Unione imputabile a un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado, qualora tale violazione risulti da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall’organo giurisdizionale medesimo (limiti oggettivi), e limitando tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave (limiti soggettivi), ai sensi dell’art. 2, commi 1 e 2 , della Legge n. 117/1988, sul risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e sulla responsabilità civile dei magistrati, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del principio generale di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell’Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado”.

 La pronuncia in esame, che a dire il vero ribadisce quanto già affermato dalla Corte nella causa C-173/03, in sostanza obbliga il giudice italiano a disapplicare le norme della Legge n. 117/1988 in contrasto con il diritto europeo e invita il legislatore italiano ad intervenire rimuovendo i limiti oggettivi e soggettivi alla responsabilità civile dei giudici.

Avvocato Rocco Giacobbe Vaccari – Foro di Padova

sent. Corte Giustizia 379.2010.pdf

 

 

 

La Corte di Giustizia sulla responsabilità dello Stato per i danni causati dai tribunaliultima modifica: 2011-12-15T06:00:00+01:00da venetoius
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