Tettoie: pertinenze o nuove costruzioni soggette a permesso di costruire oppure a superdia?

La sentenza del TAR Veneto n. 1831 del 2011 si occupa di tettoie.

Scrive il TAR: “7. Dalla documentazione allegata emerge che la tettoia realizzata dai ricorrenti ha una superficie di 15 mq., è “posta in aderenza ai muri a est e sud del fabbricato principale “, risultando quindi chiusa su due lati, e che, inoltre, “il lato aperto a sud è stato parzialmente chiuso da un pannello plastico rigido, fissato stabilmente alla struttura della tettoia e al pavimento”.

7.1. Tanto premesso in fatto, il Collegio condivide l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale una tettoia avente carattere di stabilità, realizzata in aderenza ad un preesistente fabbricato ed idonea ad un’utilizzazione autonoma, oltre a non poter essere considerata una mera pertinenza, costituisce un’opera esterna per la cui realizzazione occorre il permesso di costruire (cfr. in termini T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, 4.12.2007, n. 6544).

7.2. Al riguardo va rammentato che, per giurisprudenza costante, gli interventi consistenti nell’installazione di tettoie o di altre strutture che siano comunque apposte a parti di preesistenti edifici come strutture accessorie di protezione o di riparo di spazi liberi, cioè non compresi entro coperture volumetriche previste in un progetto assentito, possono ritenersi sottratti al regime del permesso di costruire soltanto ove la loro conformazione e le loro ridotte dimensioni rendano evidente e riconoscibile la loro finalità di arredo o di riparo e protezione dell’immobile cui accedono (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. III, 9.11.2010, n. 23699; T.A.R. Piemonte, sez. I, 4.9.2009, n. 2247).

7.3. Tali strutture non possono, viceversa, ritenersi installabili senza permesso di costruire o D.I.A “alternativa”, allorquando le loro dimensioni sono di entità tale da arrecare una visibile alterazione all’edificio o alle parti dello stesso su cui vengono inserite; quando, quindi, per la loro consistenza dimensionale non possono più ritenersi assorbite, ovvero ricomprese in ragione della accessorietà, nell’edificio principale o della parte dello stesso cui accedono (cfr. in termini Consiglio di Stato, sez. V, 13.3. 2001 n. 1442).

7.4. Nel caso in esame la dimensione della tettoia di cui trattasi, pari a 15 mq., è visibilmente idonea a modificare la sagoma ed il prospetto dell’edificio, con conseguente alterazione del fabbricato cui accede. Ne discende, dunque, che correttamente l’Amministrazione comunale ha qualificato il predetto manufatto come nuova costruzione priva di carattere pertinenziale e, quindi, non assentibile in centro storico con conseguente legittimità del diniego di sanatoria impugnato. Né, infine, la ” tettoia ” di cui trattasi potrebbe essere considerata un “volume tecnico”, malgrado l’asserita destinazione a mera copertura della caldaia a servizio dell’abitazione, in assenza dei requisiti di strumentalità necessaria con l’utilizzo della costruzione e della necessaria proporzionalità fra tali volumi e le esigenze effettivamente presenti (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. IV, 9.9.2009, n. 4903; T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 11.9.2009, n. 4949).

7.5. Vanno, infine, disattese anche le censure incentrate sulla erronea qualificazione delle opere e sull’omessa valutazione della possibilità di applicare una sanzione pecuniaria, in luogo della sanzione demolitoria, perché gli interventi che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportano modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, se eseguiti in assenza di titolo edilizio, vanno sanzionati con la demolizione (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. VII, 15.12.2010 , n. 27387)”.

sentenza TAR Veneto n. 1831 del 2011.pdf

 

Tettoie: pertinenze o nuove costruzioni soggette a permesso di costruire oppure a superdia?ultima modifica: 2011-12-19T06:00:00+01:00da venetoius
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