Per incassare l’importo di una clausola penale prevista da una convenzione urbanistica il comune non può emettere una cartella di pagamento e iscriverla a ruolo

Si porta all’evidenza la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto n. 01832/2011 del 24 Novembre 2011, pronunciata in una vertenza avente come parti una società che opera nel campo dell’edilizia e un comune.

Il comune emette una cartella di pagamento di € 90.702,59, perché ritiene la società inadempiente dagli obblighi contrattuali e, quindi, debitrice della penale pattiziamente prevista nella convenzione urbanistica.

La società si oppone alla cartella di pagamento, ritenendola illegittima, in quanto la clausola penale prevista da un contratto non può essere riscossa con una cartella di pagamento, come si ricava dall’art. 11 del D.PR. n. 602/1973 denominato “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito” e dell’art. 21 del  D.Lgs n. 46/1999 denominato “Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, a norma dell’articolo1 della legge 28 settembre 1998, n. 337”. Una convenzione urbanistica, infatti, non è un titolo esecutivo.

Il collegio veneto, dopo aver risolto alcune problematiche riguardanti la giurisdizione, annulla la cartella di pagamento impugnata stabilendo:

“- che, infatti, sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative all’esecuzione e all’inadempimento degli accordi;

– che ciò vale a prescindere dai contenuti specifici della convezione dovendosi rimarcare che non è alla singola clausola che deve farsi riferimento ai fini del riparto della giurisdizione bensì alla convenzione nel suo complesso, alla sua natura ed alle finalità pubblicistiche perseguite attraverso la sua stipulazione;

– che, nella fattispecie, a maggior chiarimento, si ricorda che la pretesa fatta valere dalla P.A. resistente con il provvedimento in questa sede gravato si innesta, appunto, sulla convenzione e che il petitum sostanziale della controversia non è limitato all’illegittimità della procedura di iscrizione a ruolo seguita dall’amministrazione ma involge l’accertamento dell’inesistenza dell’inadempimento all’origine della pretesa vantata dall’Amministrazione e la legittimità e la qualificazione giuridica di tale pretesa, avente ad oggetto il pagamento di una somma di denaro richiesto dal Comune a titolo di penale convenzionalmente pattuita;

– che, nel merito, il ricorso è fondato;

– che prioritario ed assorbente si palesa l’esame del primo motivo di ricorso con il quale è stata dedotta la violazione dell’art. 11 del d.p.r. n. 602 del 1973, avendo l’amministrazione illegittimamente proceduto alla riscossione coattiva mediante ruolo di somme richieste dall’amministrazione a titolo di penale per l’inadempimento di una clausola inserita nella convenzione urbanistica;

– che, infatti, come correttamente rilevato dalla difesa di parte ricorrente, ai sensi dell’art. 11 sopra citato, possono essere iscritte nel ruolo esclusivamente le imposte, le sanzioni e gli interessi;

– che il titolo della pretesa dell’amministrazione è costituito, come sopra esposto, dalla penale convenzionalmente pattuita e, dunque, non rientra in alcuna delle fattispecie previste dall’art. 11 del d.p.r. n. 602 del 1973, giacché il termine sanzioni che figura in tale disposizione deve essere interpretato nel senso dell’esclusivo riferimento alle sanzioni irrogate nell’esercizio di un potere di imperio di natura amministrativa e non anche alle c.d. pene private;

– che, peraltro, secondo la tesi prevalente, condivisa dal Collegio, la funzione assolta dalla clausola penale è essenzialmente risarcitoria, in quanto diretta a consentire una liquidazione preventiva del danno, esonerando il creditore dall’onere di provare il quantum debeataur (Cass. Civ., sez. III, 19 gennaio 2007, n. 1183);

– che, dunque, illegittimamente l’amministrazione ha proceduto alla riscossione coattiva mediante ruolo di un credito non risultante da un titolo avente efficacia esecutiva, come prescritto dall’art. 21 del d. lgs. n. 46 del 1999″.

Rocco Giacobbe Vaccari – Foro di Padova

 

Per incassare l’importo di una clausola penale prevista da una convenzione urbanistica il comune non può emettere una cartella di pagamento e iscriverla a ruoloultima modifica: 2011-12-20T06:00:00+01:00da venetoius
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