La legge regionale sugli orari di apertura e chiusura delle attività di commercio al dettaglio e sospensione delle nuove autorizzazioni commerciali per grandi strutture di vendita e parchi commerciali

E’ stata pubblicata sul BUR n. 99 del 20.12.2011, ed entra in vigore il 31 dicembre 2011,  la legge regionale veneta n. 30 del 27 dicembre 2011, recante “Disposizioni urgenti in materia di orari di apertura e chiusura delle attività di commercio al dettaglio e disposizioni transitorie in materia di autorizzazioni commerciali relative a grandi strutture di vendita e parchi commerciali”.

La legge è stata emanata in quanto il decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, come convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, all’articolo 35, commi 6 e 7, ha introdotto talune disposizioni in materia di orari di vendita che prevedono che, in via sperimentale, gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ubicati nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche e delle città d’arte siano rimessi alla libera determinazione degli esercenti. La medesima normativa statale prevede, altresì, che le Regioni e gli enti locali adeguino le proprie disposizioni legislative e regolamentari entro il termine del 1° gennaio 2012.Inoltre la direttiva comunitaria n. 123 del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, la quale, trovando applicazione anche nella materia del commercio, ha introdotto talune misure finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla libertà di stabilimento e di prestazione di servizi nel territorio comunitario, consentendo nel contempo l’introduzione di limitazioni all’esercizio dell’attività economica finalizzate esclusivamente alla tutela di determinati interessi pubblici di carattere generale.

Nella relazione si legge che: “per quanto concerne le sopravvenute disposizioni statali che, come sopra evidenziato, prevedono in via sperimentale una sostanziale liberalizzazione di orari e aperture domenicali e festive nei comuni a prevalente economia turistica e nelle città d’arte a prescindere dalla possibilità per i comuni medesimi di limitare le deroghe al regime ordinario degli orari di vendita ad alcune zone del territorio ovvero a determinati periodi dell’anno ritenuti di maggiore afflusso turistico, occorre evidenziare la necessità di una regolazione normativa della materia, allo scopo di assicurare anche in tali contesti un adeguato livello di tutela della concorrenza e del consumatore. Non può infatti omettersi di considerare la grave disparità e l’ingiusto vantaggio competitivo comunque derivante dalla mancata previsione, da parte del legislatore statale, di una possibile distinzione delle zone e dei periodi suscettibili di apertura festiva, con conseguente possibilità di apertura anche in aree non caratterizzate da flussi turistici, con attrazione dell’utenza delle contigue aree non turistiche e penalizzazione delle aziende ivi operanti. Come infatti correttamente osservato dalla più recente giurisprudenza amministrativa in materia (cfr da ultimo TAR Veneto, III Sez., sentenza n. 1261 del 28 luglio 2011), la completa liberalizzazione di orari e aperture festive non persegue affatto l’obiettivo di una più efficace tutela della concorrenza, dal momento che essa determina, al contrario, il rafforzamento sul mercato delle sole aziende che per le loro maggiori dimensioni sono in grado di cogliere tale opportunità, a discapito delle imprese minori le quali, non essendo in grado di garantire una apertura continuativa, risulterebbero penalizzate e giocoforza emarginate dal mercato, determinandosi, quale ulteriore grave conseguenza, un’accentuazione della desertificazione dei centri storici, già di per sé in atto a seguito degli effetti del perdurare della crisi economica. È dunque in tale ottica che occorre procedere ad un intervento normativo al fine di assicurare quello sviluppo equilibrato delle diverse tipologie distributive che tradizionalmente costituisce una delle principali finalità della programmazione regionale in materia di commercio e che si persegue anche attraverso un’adeguata disciplina degli orari di vendita. Del resto, in attuazione dei principi comunitari contenuti nella citata direttiva n. 123 del 2006, e come peraltro indirettamente sostenuto di recente anche dall’autorità garante della concorrenza e del mercato con parere del 26 agosto 2011 in relazione alle disposizioni in materia di liberalizzazione dell’esercizio delle attività economiche, contenute nel decreto−legge 13 agosto 2011, n. 138 (convertito in legge con modificazioni dalla legge 16 settembre 2011, n. 148), rientra appieno nell’ambito della potestà normativa delle Regioni la facoltà di introdurre limitazioni all’esercizio dell’attività economica, allorché esse discendono da motivi imperativi di interesse generale, quali, tra i vari, la tutela dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano, gli obiettivi di politica sociale e, non ultima, la tutela del consumatore…

Per quanto concerne la materia relativa agli orari degli esercizi che svolgono l’attività di vendita al dettaglio, viene proposta una disciplina che introduce elementi maggiore flessibilità rispetto alla normativa vigente. Con particolare riferimento, infatti, alla complessa tematica relativa alle aperture domenicali e festive, si intende proporre in via generale, una fase sperimentale, della durata di un anno dall’entrata in vigore della nuova legge, nella quale si prevede l’innalzamento delle giornate di apertura domenicale e festiva dalle attuali otto giornate più il mese di dicembre a venti più il mese di dicembre. Decorsa la suddetta fase sperimentale e sulla base degli esiti della stessa, l’individuazione del numero delle giornate di apertura domenicale e festiva è demandata alla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare. Nell’ambito di tale fase sperimentale, l’individuazione delle giornate di apertura domenicale e festiva è demandata ai comuni medesimi, sentite le organizzazioni di categoria, dei consumatori e dei lavoratori dipendenti al fine di pervenire ad una programmazione delle aperture all’interno della quale si intendono favorire altresì le iniziative di promozione di marketing territoriale, condotte di concerto con la piccola, media e grande distribuzione, in funzione della rivitalizzazione delle attività commerciali inserite nel contesto urbano. In deroga alla suddetta disciplina ordinaria, viene invece confermata per i comuni a prevalente economia turistica e città d’arte la possibilità di individuare zone del territorio o periodi di maggiore afflusso turistico nei quali consentire la liberalizzazione degli orari di vendita, nonché delle aperture domenicali e festive, secondo le modalità individuate dalla legge regionale 28 dicembre 1999, n. 62. Resta inteso che, al di fuori delle zone del territorio comunale, nonché dei periodi di maggiore afflusso turistico, individuati ai sensi della suddetta legge regionale n. 62 del 1999, trova applicazione la richiamata disciplina ordinaria. Le finalità delle modifiche normative introdotte con la presente proposta di legge, emanata nell’ambito di una potestà normativa propria delle Regioni qual è quella in materia di commercio, risponde direttamente all’esigenza di assicurare il maggior grado di tutela dei richiamati interessi pubblici di natura generale, valorizzati anche dalla più volte citata normativa comunitaria. Con riferimento a tali interessi, appare opportuna la previsione dell’articolo 4 tramite il quale si vuole evitare che, in attesa della nuova legge regionale sul commercio, si possano realizzare ulteriori edifici da destinare a spazi commerciali che rischiano di rimanere inutilizzati“.

legge regionale 30 del 2011.pdf 

La legge regionale sugli orari di apertura e chiusura delle attività di commercio al dettaglio e sospensione delle nuove autorizzazioni commerciali per grandi strutture di vendita e parchi commercialiultima modifica: 2011-12-31T01:00:00+01:00da venetoius
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