Anche il Consiglio di Stato mette a carico dei Comuni le rette di degenza

Il Consiglio di Stato, con le sentenze n. 4071/2012, n. 4077/2012  e n. 4085/2012, tutte pubblicate il 10 luglio 2012 conferma l’indirizzo interpretativo espresso nelle sue precedenti decisioni n. 1607/2011 e n. 5185/2011.

Nella sentenza n. 4071/2012, in particolare, ribadisce che l’art. 3, comma 2 ter del D.Lgs. n. 109/1998, il quale rinvia ad un successivo DPCM la sua attuazione, contiene il seguente principio immediatamente applicabile: nel caso di persone con handicap permanente grave e o ultra sessantacinquenni non autosufficienti inserite in percorsi integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale, di tipo diurno oppure continuativo, si deve tenere conto della situazione economica del solo assistito e non di quella del suo nucleo familiare. Conseguentemente, ed ancorché il decreto non sia stato adottato, sia il legislatore regionale sia i regolamenti comunali devono attenersi a tale principio, idoneo a costituire uno dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, mirando proprio ad una facilitazione all’accesso ai servizi sociali per le persone più bisognose di assistenza (cfr. citt. Sez. V, nn. 1607 e 5185 del 2011, nonché, sul punto, 26 gennaio 2011 n. 551).

La sentenza n. 4077/2012 ribadisce la “distinzione tra la posizione dei disabili gravi o anziani non autosufficienti e quella degli altri utenti, poiché lo stesso d.lgs. n. 109 del 1998 prevede per tali particolari situazioni l’utilizzo di un diverso parametro, basato sulla condizione economica del solo interessato.” Nel caso di specie, uno dei motivi di diniego della revisione della retta da parte del Comune era l’incidenza della revisione sul piano socio assistenziale comunale “anno 2007-2009”, il quale norma i costi di compartecipazione dei servizi residenziali per portatori di handicap. Tuttavia, né la sentenza di primo grado, né il Giudice d’appello hanno preso in considerazione questa argomentazione di carattere finanziario, dimostrando l’indifferenza verso le ricadute negative che l’interpretazione dell’art. 3, comma ter oramai consolidata provoca sul bilancio comunale.

L’ultima decisione citata n. 4085/2012 contiene un’importante precisazione: requisito soggettivo per l’applicabilità dell’art. 3, comma 2 ter è la ricorrenza di “handicap permanente grave” o di “non autosufficienza fisica o psichica” nel soggetto ultra sessantacinquenne, accertate ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992, mentre “Nessuna rilevanza ha … la mancata concessione dell’indennità di accompagnamento in sede di riconoscimento dell’invalidità al 100%.”.

Il legislatore interverrà su una questione che rischia di mettere in crisi finanziaria i Comuni?

avv. Marta Bassanese

CDS 4071_2012.pdf

CDS 4077_2012.pdf

CDS 4085_2012.pdf

 

Anche il Consiglio di Stato mette a carico dei Comuni le rette di degenzaultima modifica: 2012-07-12T06:00:00+02:00da venetoius
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