L’asssessore assolto nel processo penale non ha diritto al rimborso delle spese legali

La sentenza del Tribunale di Vicenza n. 697 del 2012 si occupa del rimborso spese a un assessore assolto in un procedimento penale riguardante l’attività svolta in tale veste.

Il Tribunale respinge la domanda di rimborso, dicendo che, in mancanza di una specifica disposizione di legge che disciplini il caso, bisogna applicare in via analogica, ai sensi dell’art. 12, comma 2, delle disposizioni preliminari al codice civile, le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe.

In passato la giurisprudenza si era orientata nel senso di applicare in via analogica la norma relativa al rimborso delle spese in favore dei dipendenti degli enti locali (art. 67 D.P.R. 268/07, ora recepito dall’art. 28 del C.C.N.L. dei dipendenti comunali), muovendo dalla equiparazione del rapporto di servizio onorario con quello di impiego dei dipendenti dell’ente locale.

Il Tribunale di Vicenza ritiene erronea questa soluzione e assimila la posizione dell’assessore a quella del mandatario, ritenendo di dover applicare in via analogica l’art. 1720 del c.c..

Su questa questione la Corte di Cassazione Civile 16 aprile 2008, n. 10052, ha deciso che all’assessore, applicando in via analogica l’art. 1720 comma 2 c.c., spetta soltanto il rimborso delle spese sostenute a causa del proprio incarico e non semplicemente in occasione del medesimo.

Le spese per difendersi in procedimento penale non sono spese sostenute a causa del proprio incarico, ma in occasione del medesimo.

Quindi il rimborso non spetta.

sentenza rimborso spese proc pen assessore.pdf

L’asssessore assolto nel processo penale non ha diritto al rimborso delle spese legaliultima modifica: 2012-07-16T06:00:00+02:00da venetoius
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