La Regione Veneto ama i “casoti”

Sul Bur n. 55 del 13/07/2012 è stata pubblicata la Legge Regionale del Veneto n. 25 del 06 luglio 2012, recante “Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”.

La legge stabilisce che gli appostamenti per la caccia (noti come “casoti da cacia”, perlomeno a Vicenza) sono soggetti a comunicazione al comune,  non richiedono titolo abitativo edilizio e si configurano quali interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica.

Ma la nuova legge regionale è rispettosa delle leggi statali (decreto legislativo n. 42 del 2004) in materia di vincolo paesaggistico?

legge regionale del Veneto n. 25 del 2012.pdf

La Regione Veneto ama i “casoti”ultima modifica: 2012-07-16T06:05:00+02:00da venetoius
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5 pensieri su “La Regione Veneto ama i “casoti”

  1. Adesso che in Veneto si può far “CASOTTO” senza rischio di essere denunciati, siamo tutti più contenti e sollevati. Complimenti alla maggioranza del Consiglio Regionale del Veneto che in tempi di crisi ha preoccupazioni così vitali ed essenziali per i cittadini Veneti.

  2. Informo tutti che la legge regionale di cui sopra va in contrasto con la legge statale!In un comune del vicentino ci hanno obbligati a demolire i “casoti” anche dopo che abbiamo fatto esplicito riferimento alla legge regionale………. quindi è stata fatta una legge inapplicabile..

  3. Confermo quanto scritto dal “geometra”, anche io faccio parte di quei comuni del vicentino. Nel caso nostro si trattava di abusi edilizi rilevati dal Corpo Forestale dello Stato, e poichè si trattava di opere in sanatoria, abbiamo applicato l’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 che prevede la doppia conformità e l’art. 167 del D.Lgv. n. 42/2004 che non ne consentiva la sanatoria. Attendiamo l’incostituzionalità della Legge.

  4. Confermo quanto scritto dal “geometra”, anche io faccio parte di quei comuni del vicentino. Nel caso nostro si trattava di abusi edilizi rilevati dal Corpo Forestale dello Stato, e poichè si trattava di opere in sanatoria, abbiamo applicato l’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 che prevede la doppia conformità e l’art. 167 del D.Lgv. n. 42/2004 che non ne consentiva la sanatoria. Attendiamo l’incostituzionalità della Legge.

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